ASTI E LE ORIGINI DEL CASATO
 
 
La prima attestazione
 

Il più antico documento pervenutoci in cui compare un Solaro è un atto di permuta del 1165 fra Anselmo vescovo di Asti e Uberto abate dei Santi Apostoli.
Aurancio Solaro (figlio di Ruffino e nipote di Rodolfo) vi compare come testimone.

Già da questo documento si intuisce lo stretto rapporto tra i Solaro e la Chiesa astese, rapporto che si consoliderà e manifesterà nel tempo.
Ad esempio, il feudo di Govone viene acquistato al vescovo di Asti, e rimane legato ad esso da vincoli come il "diritto di ricetto".

 
 
L'importanza politica
e territoriale dei Solaro
  A partire dall'inizio del '200 i Solaro vennero in possesso di numerosi feudi, sottoposti al dominio di Asti e dislocati tra l'astese, il chierese, il Monferrato, la Langa Astigiana, il Roero: Castronovo (Castelnuovo), Riva (nel chierese - è Riva presso Chieri?), Podio Varino (Poirino), Villanova, Tigliole, Venere (presso Neive),…Govone.

Numerose le cariche politiche ricoperte in molte città del Piemonte (e non solo): consoli, sapienti, credendari, consiglieri, sindaci, podestà, castellani, giudici, referendari.
Podestà ad Alba, Chieri, Fossano, Bra, Mondovì, Pavia e Bergamo.
   
 
L'attività commerciale
  I primi documenti che testimoniano l'attività commerciale dei Solaro risalgono alla fine del 1100. Riguardano transazioni avvenute nelle fiere di Provins, Lagny sur Marne e Troyes (nella Champagne).
Dopo la pace di Costanza (1183) Barbarossa diede alcuni privilegi ai mercanti: i nobili potevano esercitare il commercio dei panni, l'arte del cambio e il notariato.
Il primo documento commerciale a noi pervenuto riguardante un Solaro fu redatto a Genova in data 8 agosto 1184. Vi si dice che Manfredo Solaro (credendario nel 1190 e giudice nel 1202) acquista merce da certo Nicolò pellicciaio.
 
 
 

Si sono rintracciati numerosi altri documenti successivi, dai quali si può conoscere quale tipo di merci venivano trattate dai Solaro: pelli, tessuti, allume (che veniva utilizzato per il fissaggio delle tinture), ma anche pepe e cavalli.

   
 
Dal cambio al prestito
  Il primo documento che testimonia l'attività di un Solaro nell'arte del cambio risale al 9 marzo 1197: Oberto Solaro riceve da certa Serena 39 lire genovesi, da cambiare in provesini alla fiera di Troyes. Il provesino era la moneta corrente nelle fiere francesi. Oltre a lavorare come cambiavalute, i Solaro cominciano ad esercitare anche il prestito, prendendo in gestione numerose casane (ossia i banchi dei pegni).
In Piemonte i Solaro conducono una sola casana, a Torino. Più casane sono invece gestite all'estero, in diverse località della Savoia, della Francia Contea, della Borgogna e delle Fiandre.
 
 
 

La casana torinese viene presa in conduzione da Leonardo Solaro per dieci anni, nel 1301.
Prestava con un interesse del 30%, un tasso notevole benchè autorizzato.
Era facile sforare nell'usura vera e propria, ed in effetti Leonardo quando nel 1304 si sente in punto di morte si pente e confessa di averla praticata. Non riuscendo a risalire alle persone cui aveva fatto usura, per rimediare al peccato stabilisce un lascito al vescovo di Asti, da impiegare in opere pie di aiuto ai poveri.
Stesso pentimento in extremis coglie nel 1321 il suo successore nella casana Beneto Solaro, che però ricorda i nomi delle vittime e ordina la restituzione delle usure.

   
 

 

Le attività feneratizie dei Solaro non erano rivolte soltanto a singoli cittadini, ma ben presto anche a soggetti più importanti quali il Comune di Asti, il vescovo di Asti, i marchesi del Monferrato.

 

   
 
Tra guelfi e ghibellini:
l'hospitium dei Solaro
 

I Solaro, a capo della fazione guelfa di Asti, crearono un hospitium insieme alle famiglie Cazo e Mignano. Per hospitium si intendeva un clan di famiglie legate da rapporti economico-politici. In sostanza, Solaro, Cazo e Mignano stavano politicamente dalla stessa parte (guelfa) ed erano soci in affari.
Il primo documento in cui viene citato l'"hospitium de Solario" è l'investitura di Sinibaldo Solaro come podestà di Alba, nel 1296.
La fazione ghibellina era invece capeggiata dai De Castello (unione delle famiglie Guttuari, Isnardi e Turco).

   
 
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  Cronistoria delle lotte di fazione   I luoghi dei Solaro in Asti